venerdì 20 aprile 2018

Quasi strage all’americana, razzismo a Macerata

Raid razzista a Macerata, spari contro gli africani: 6 feriti. Fermato l’attentatore. Luca Traini, ha terrorizzato le vie del centro esplodendo colpi da un’auto in corsa, nella stessa zona dove abitava il presunto colpevole del delitto di Pamela, la ragazza fatta a pezzi. Colpita anche la sede del Pd.
– Fascista, razzista, ed ex candidato leghista.

Follia modello americano, armi facili anche a casa nostra e poteva essere strage

Macerata. Verso le 11 un uomo di 28 anni ha sparato dalla propria auto in corsa in alcune zone della città, ferendo sei persone, tutti africani, e colpendo negozi ed edifici. Non ci sono vittime per puro miracolo.
Luca Traini, il folle pistolero, è stato bloccato dai carabinieri dopo oltre un’ora in piazza della Vittoria, davanti al Monumento ai Caduti. Braccato dai militari, si è tolto il giubbotto e si è messo sulle spalle una bandiera italiana. Poi è salito sui gradini del monumento in piazza, si è girato e ha fatto il saluto romano.
Al momento dell’arresto ha ammesso di essere l’autore del gesto.

Fascista, razzista, leghista

Chi è Luca Traini, l’ex candidato della Lega che ha sparato a Macerata
Ha 28 anni ed è di Tolentino. Alle elezioni del 2017, Traini era stato candidato con la Lega Nord al consiglio comunale di Corridonia, un comune di 15mila abitanti nel Maceratese, dove prese zero preferenze. Nel programma c’era anche il “controllo degli extracomunitari”. Prima di candidarsi con la Lega Nord, Traini negli anni scorsi era stato vicino a Forza Nuova e a CasaPound.

Corridonia, cittadina situata nella valle del Chienti vicina al capoluogo, è la stessa dove opera la comunità di recupero Pars dalla quale era fuggita lunedì scorso 29 gennaio Pamela Mastropietro, la 18enne romana trovata morta mercoledì 31 gennaio, per la quale è stato fermato uno spacciatore nigeriano.
Potrebbe essere stata proprio la morte di Pamela a scatenare la vendetta di Luca Traini, anche se gli inquirenti ancora indagano per capire a fondo il movente.

Terrore in città

Sono almeno sei i feriti, cinque uomini e una donna, tutti originari dell’Africa subsahariana e di età compresa tra i 21 e i 33 anni. Quattro dei feriti, tra cui la donna, sono già stati dimessi. Le altre due vittime sono in condizioni più gravi: uno si trova in ortopedia con una ferita a una gamba, il secondo ha una ferita da arma da fuoco a un braccio ed è stato trasferito all’ospedale di Ancona.

Traini, a bordo di un’Alfa 147 nera, ha esploso i colpi davanti alla stazione, e socvcessivamente il molte altre strade della città, contro passanti e vetrine. Nella sua corsa Traini ha colpito anche la sede del Pd. A bordo dell’auto è stata trovata la pistola e una tuta mimetica.

Il sindaco di Macerata, Romano Carancini, aveva lanciato quasi un coprifuoco: “Restate tutti in casa via social. C’è un uomo armato in auto che sta sparando in città. Abbiamo chiesto alle scuole di tenere i bambini all’interno fino a nuova comunicazione. Non muovetevi per andare a prenderli fino a nuova comunicazione”.

Immediati posti di blocco di polizia e carabinieri fino al fermo di Traini. Cessato allarme: “Rientrata la situazione di pericolo in città. L’uomo che fino a poche ora fa girava armato in città è stato arrestato”.

Cessato allarme a Macerata
paura dell’Italia che si profila

Sempre oggi, sempre stessa feccia, su Facebook è apparso un terribile fotomontaggio della testa insanguinata della presidente della Camera Laura Boldrini con la scritta: «Sgozzata da un nigeriano inferocito, questa è la fine che deve fare così per apprezzare le usanze dei suoi amici».
Il post apparso sul social network è stato reso noto dai ‘Sentinelli’ di Milano, che lo hanno diffuso sulla loro pagina social, facendo nome e cognome di chi lo aveva pubblicato e successivamente rimosso.
I Sentinelli hanno scritto: «Non crediamo sia più tempo come pratica da social di cancellare il nome e il cognome di chi scrive o pubblica cose così».
Nel suo piccolo, anche Remocontro denuncerà episodi e renderà noti i nomi di chi vigliaccamente minaccia contando sull’impunità dell’anonimato.

VERGOGNA!

Potrebbe piacerti anche