sabato 21 luglio 2018

Pentagono, più nucleare tattico per tenere a bada la Russia

Il ‘Nuclear Posture Review’, la richiesta di Trump di rivedere l’arsenale nucleare americano, diventa operativo.
– E per sostenere la necessità di nuovi ordigni atomici, i vertici militari Usa parlano di un’arma russa dalla potenza mai raggiunta di 100 megatoni. trasportabile con sottomarini e in grado di provocare immensi tsunami di acqua radioattiva
– Il mostro ‘Kanyon’ a giustificare altri mostri.

La nuova strategia nucleare statunitense

Una bomba mostro da 100 megatoni in grado di provocare immensi tsunami di acqua radioattiva che forse avrebbe la Russia, a giustificare molte nuove e ‘piccole’ ma micidiali bombe atomiche ‘tattiche’ nucleari statunitensi da usare prima della fine del mondo.
La nuova strategia nucleare statunitense prevede lo sviluppo di testate nucleari a potenza ridotta, anche di un solo kilotone (17 volte meno potente della bomba sganciata il 6 agosto 1945 su Hiroshima) per effettuare attacchi ‘chirurgici’ con numero ridotto di vittime, con l’obiettivo di danneggiare il nemico senza per forza innescare una rappresaglia termonucleare da fine di mondo.

Il ‘Nuclear Posture Review’, di fatto rende più probabile l’uso dell’atomica, col presupposto che un ordigno meno potente delle attuali bombe all’idrogeno, in media di 50 megatoni, potrebbe essere usato con rischi ridotti di una rappresaglia totale. Si torna alle cosiddette ‘atomiche tattiche di teatro’, da poter essere sparate in un proiettile d’artiglieria di dimensioni normali.
Per Trump, il Nuclear Posture Review, sarebbe addirittura “parte dell’impegno da parte del nostro paese alla non proliferazione nucleare”. La nuova dottrina mette fine allo sforzo dell’ex presidente Obama di ridurre l’arsenale nucleare.

La politica presentata ora dal Pentagono prevede l’introduzione di ordigni nucleari tattici a bassa intensità e il reinserimento nell’arsenale di missili balistici nucleari lanciati da sottomarini (Slcm). L’amministrazione di George Bush padre aveva messo fine al dispiegamento degli Slcm, mentre quella di Obama ne aveva ordinato la rimozione dall’arsenale. Gli Usa hanno già a disposizione un arsenale che include 150 atomiche modello B-61 in depositi in Europa, di cui 70 in Italia nelle basi di Ghedi e Aviano, che possono essere modificate per ridurne la potenza. Ma il Pentagono punta ad ottenere ordigni lanciabili da sottomarini e navi per non essere più costretti a conservarli nelle basi fuori dagli Stati Uniti.

Il mostro Kanyon che genera mostri

La revisione della strategia sul nucleare disegna anche le preoccupazioni per le minacce. Corea del Nord, Iran e Cina, ma soprattutto e sempre il fantasma dell’Unione Sovietica, la Russia degli incubi militari Usa e Nato. Il Pentagono è convinto che la Russia stia sviluppando una nuova arma atomica di immensa potenza e impossibile da intercettare. ‘Status-6 AUV’, nome in codice dato dalla Cia, Kanyon, è un drone-sottomarino delle dimensioni di un mini-sommergibile in grado di trasportare un singolo ordigno della potenza “monstre” di 100 megatoni, 2 volte la “bomba Zar” (la più potente mai fatta detonare nell’atmosfera dai russi nel 1961), della cui esistenza Washington ne parla dal 2016, senza prove o conferme di altra fonte.

Il Kanyon -sostiene il Pentagono- è progettato per esplodere poco a largo delle coste nemiche (Usa in primis ma anche quelle occidentali) per creare uno tsunami artificiale, ossia un’onda anomale di 500 metri di altezza, un’enorme muro di acqua altamente contaminata al cobalto-60. Ciò che non sarebbe distrutto dalla potenza in sè dell’onda, sarebbe contaminato per anni dalla radioattività sprigionata dalla deflagrazione sottomarina. Il Kanyon oltre ad essere di una potenza senza pari, non può essere fermato: non esistono sistemi anti-missile o sottomarini in grado di rilevarlo perché dal punto di vista marino è ‘stealth’, non rilevabile rilevatori sonar e boe acustiche sparse sul fondo degli oceani.

Privo di equipaggio, può raggiungere una profondità di 1.000 metri, dove i sottomarini d’attacco Usa (quelli che affondano altri sottomarini) non possono arrivare, può viaggiare a 56 nodi (100 km/h) e può colpire un’obiettivo a ben 10.000 km di distanza, come un missile intercontinentale Icbm, ma sotto il pelo dell’acqua, e quindi non rilevabile in alcun modo. Il Kanyon sarebbe stato progetto per essere trasportato e lanciato dagli ultimi sottomarini russi della classe Oscar, il Belgorod, ed il Khabarovsk, della classe Yasen. Ognuno dei due grandi sottomarini potrebbe portare fino a 4 Kanyon. Non è un racconto noir di fantascienza ma la sintesi di una dettagliata cronaca da Washington di Repubblica.

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