sabato 17 novembre 2018

Da quanto tempo la guerra in Siria?

Non esiste una data di inizio del conflitto in Siria, ma i combattimenti, se non verranno fermati, si avviano ormai a compiere sette anni.
– La Seconda guerra mondiale, dall’invasione della Polonia alla resa del Giappone, durò poco meno di sei anni.

Il Califfato quasi sconfitto,
ma di pace in Siria neppure e parlarne.

Lo scorso fine settimana a Vienna il fallimento dei colloqui di pace convocati dalle Nazioni Unite. Stesso insuccesso nell’ l’incontro organizzato a Sochi dalla Russia. Da questo dato di fatto, Paolo Magliocco, su La Stampa, fa un po’ di conti.
«Non esiste una data di inizio del conflitto in Siria, ma i combattimenti, se non verranno fermati, si avviano ormai a compiere sette anni. La Seconda guerra mondiale, dall’invasione della Polonia alla resa del Giappone, durò poco meno di sei anni».

Le proteste cominciarono in Siria, nella città meridionale di Dara’a, marzo del 2011, sull’esempio delle primavere arabe nate in Tunisia ed Egitto. Il primo episodio citato spesso nelle cronologie è l’arresto di ragazzi per delle scritte contro il regime di Bashar al-Assad sui muri di una scuola. Nella stessa città il governo siriano schierò per la prima volta l’esercito all’inizio di aprile.
A giugno i manifestanti nella città di Jisr ash Shugur reagirono e si impadronirono di una stazione della polizia. A luglio nacque la prima formazione ufficiale dei ribelli, l’Esercito siriano libero, ma le opposizioni al regime non hanno mai rappresentato un fronte unito.

A settembre del 2011 gli scontri tra l’esercito e le formazioni ribelli erano ormai continui e diffusi in varie città. Dal 2012 la definizione di guerra civile è entrata definitivamente nell’uso corrente. Oggi esistono siti internet continuamente aggiornati sul conflitto come ‘Syrian civil war map’, una pagina di Wikipedia e una voce dell’Enciclopedia britannica online.
Nel 2013 i morti erano già 90.000, secondo le stime delle Nazioni Unite, saliti a 245.000 due anni dopo e arrivati oggi, secondo al-Jazeera, a 465.000 persone, soprattutto civili. La popolazione della Siria, all’inizio del conflitto, era di circa 23 milioni mentre oggi si sarebbe ridotta a 18 milioni.
I morti sarebbero stati dunque fino ad ora più di due persone ogni cento abitanti del 2011. Come se in Italia scomparissero tutti gli abitanti della città di Milano, considera Paolo Magliocco.

Le mappe di quella tragedia dividono il territorio del Paese in quattro zone principali: la parte controllata dal regime di Bashar al-Assad; quella controllata dalle formazioni curde, quella controllata dalle forze di opposizione, e quella in mano allo Stato islamico. La loro geografia varia continuamente. A Sud le alture del Golan sono ancora occupate da Israele. Syrian civil war map offre una distinzione anche tra le diverse organizzazioni antigovernative.
Da qualche settimana le forze di Assad e alleati  grande operazione nella provincia occidentale di Idlib contro l’ex divisione siriana di al Qaida, Tahrir al Sham. La riconquista di Idlib, l’ultima grande area siriana ancora sotto il controllo dei ribelli, sembra l’obiettivo militare prioritario di Assad per i prossimi mesi.

Nonostante da settimane si parli della sconfitta dello Stato Islamico, la guerra in Siria non è ancora finita. Non solo perché l’ex ISIS non è stato definitivamente eliminato, ma anche perché alcuni conflitti sono ancora in corso; uno appena iniziato, la guerra turca di Siria. Nel Rojava, la parte curda delle Siria, ai confini con la Turchia, le truppe di Ankara hanno iniziato la ‘seconda guerra’ di Siria contro le formazioni curde.
Secondo alcuni analisti, la guerra in Siria potrebbe finire nel corso del 2018, rimanendo incerto cosa significhi “finire”. Riconquistati i territori ancora controllati dai ribelli, Damasco potrebbe in qualche modo congelare la situazione. Lasciando però da risolvere tutti gli altri problemi che la guerra ha creato negli ultimi sette anni, che sono tanti e sono enormi.

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