mercoledì 19 settembre 2018

L’invisibile F-35 fatto dai precari VIDEO

Il cacciabombardiere delle polemiche non solo invisibile e seminascosto, ma anche precario per il futuro delle mani che lo assemblano. Nello stabilimento di Cameri, nel Novarese, circa metà degli addetti è assunta con ‘contratto di somministrazione’. Le promesse occupazionali dietro l’enormità della spesa

Cronaca anch’essa invisibile o quasi, da pagine locali.
Il cacciabombardiere delle polemiche, non solo invisibile e seminascosto, lo scopriamo anche precario per il futuro lavorativo delle mani pur abilissime che lo assemblano.
Nel sito produttivo Leonardo di Cameri, nel Novarese, la metà della forza lavoro è costituita da personale “in somministrazione”, che dunque non lavora direttamente per il gruppo italiano al quale la Lockheed Martin ha affidato la realizzazione di un componente alare e l’assemblaggio di alcuni velivoli del nuovo e discusso cacciabombardiere americano.

Il costosissimo aereo e l’occupazione indotta
I numeri sulla fabbrica di Cameri forniti da Leonardo. Al 31 dicembre scorso c’erano 569 addetti, di cui appena 165 interni. Il resto erano 315 «lavoratori somministrati», assunti da agenzie per il lavoro e ‘prestati’ al colosso italiano, e da 89 esterni.
Nel corso di quest’anno i numeri nel complesso sono aumentati, scrive la pagina piemontese di Repubblica, ma gli equilibri tra stabilizzati e precari non sono cambiati più di tanto.
Alcuni trasfertisti Leonardo in distacco da Caselle (Torino) e Venegono (Varese) sono stati ufficialmente assegnati a Cameri, quindi i dipendenti diretti sono diventati 280, ma i ‘somministrati’ sono saliti a quota 321 e gli esterni sono scesi a 84.

Le promesse di Leonardo
Metà e metà tra lavoratori stabilizzati e precari delle «Circa 800 ‘risorse dirette’», sostiene la Leonardo, che però fa notare come quello dell’F-35 sia un progetto di lungo respiro.
«Il programma di produzione, che è già stato avviato, è pianificato duri sino al 2035, mentre il programma di manutenzione andrà oltre il 2045. Ad oggi si prevede che la divisione Velivoli di Leonardo produca 835 ali complete tra il 2015 e il 2035», dice l’azienda.
Lavoro per il futuro che non manca, eppure i lavoratori precari restano la maggioranza.
«Alcuni sono qui da qualche anno e hanno ancora il contratto di somministrazione», denuncia il sindacato.

Segreti e sicurezza
Non solo occupazione anche per il sindacato. Come si spiega che una lavorazione così delicata, zeppa di segreti militari, venga affidata a in prevalenza a personale che potenzialmente potrebbe essere lasciato a casa da un momento all’altro?
«Una possibile spiegazione è che le commesse dipendono esclusivamente dalla Lockheed Martin e Leonardo non è sicura di avere sufficienti prospettive», teme il sindacato.
Sulla prospettiva occupazionale, polemica politica scontata: una spesa di svariate decine di miliardi di euro nei prossimi anni e le promesse che gli F35 avrebbero portato occupazione. Verifiche post elettorali necessarie.

 

PROPAGANDA E BUONI PROPOSITI

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