venerdì 17 agosto 2018

Usa-Europa, se vuoi la Nato paga: +96 miliardi anno

Obiettivo del 2% del Pil dei Paesi europei in spese per la Difesa, chiedono gli Stati Uniti, per risurre l’onere Usa nell’Alleanza Atlantica. Un conto da oltre 96 miliardi di dollari in più all’anno per i 22 paesi della Ue che fanno anche parte della Nato.
Per l’Italia l’impossibile cifra di 18,35 miliardi di dollari l’anno

Baraccone Nato post sovietico
Che il datato baraccone Nato pensato in dimensione antisovietica serva ancora, ne discutono in molti. Che così com’è sia pletorico e assurdamente costoso, lo ammettono tutti, ma troppi ci campano e nessuno fa l’eroe. Gigante burocratico armato che graverebbe troppo sul bilancio Usa. Già Obama aveva chiesto agli Stati europei Nato, di tirate fuori più soldi. Ora Trump va più alle spicce e minaccia di chiudere baracca e burattini, anche se il vicepresidente Mike Pence, ruolo da ‘sbirro buono’ in commedia, giorni fa era in Europa a dirci che la Nato non si tocca.

Quell’impossibile 2%
Il 2% del Pil dei Paesi europei in spese per la Difesa, chiedono gli Stati Uniti, per ridurre l’onere Usa nell’Alleanza Atlantica. Una valanga di soldi, anno dopo anno. Facciamoci i conti in tasca. Per l’Italia, che investe per la difesa l’1,1% del Pil nel 2016, l’aumento dovrebbe essere di 18,35 miliardi di dollari. Altro che l’aggiustamento di bilancio che ci chiede l’Ue! La ricca Germania, che attualmente impegna per la Difesa l’1,2% del suo Pil, dovrebbe mettere in conto altri 30,28 miliardi di dollari. La Spagna, che spende in forze armate lo 0,9% del Pil, dovrebbe tirar fuori 16 miliardi in più.

Fobie baltiche e Russia
Chi più teme, più sollecita la difesa spesso rivolta e nemici discutibili. Investono già il 2% e oltre delle loro risorse in ‘difesa’, Grecia, Estonia, Polonia e Regno Unito. La Romania ha promesso di raggiungerlo entro l’anno, Lettonia e Lituania entro il 2018, sguardi puntato sull’orso russo e sul mar Baltico. Il segretario generale Nato, Jens Stoltenberg applaude, e vanta che nel 2016 è stato registrato un aumento del 3,8% delle spese di europei (inclusi quindi Albania, Norvegia e Turchia) e Canada, “superiore alle attese”. L’impegno sarebbe di arrivare entro il 2024 all’obiettivo del 2%.

L’Italia oltre il possibile
Per investire nel settore militare il 2% chiesto dagli Usa ai Paesi Nato, abbiamo visto che l’Italia dovrebbe tirar fuori 18,35 miliardi di dollari in più all’anno. Bilancio impossibile, mentre i conti nel settore già non tornano. La ministra della difesa Roberta Pinotti ha dichiarato che negli ultimi dieci anni il settore ha subito un taglio del 27%, ma i numeri dicono il contrario. Almeno i numeri di ‘Mil€x’, il neonato Osservatorio sulle spese militari italiane. Secondo cui, l’Italia nel 2017 spenderà per le forze armate almeno 23,4 miliardi di euro (64 milioni al giorno), più di quanto previsto.

Bilanci ad elastico
Quasi un quarto della spesa (sempre dati Mil€x), 5,6 miliardi (+10 per cento rispetto al 2016) andrà in nuovi armamenti (altri sette F-35, una seconda portaerei, nuovi carri armati ed elicotteri da attacco) pagati in maggioranza dal ministero dello Sviluppo economico (uscite da ministeri diversi per lo stesso obiettivo di spesa, artificio antico), che il prossimo anno destinerà al comparto difesa l’86 per cento dei suoi investimenti, ma nel capitolo ‘sostegno dell’industria italiana’. Sempre valutazioni alternative, nell’ultimo decennio le spese militari italiane sarebbero cresciute dall’1,2 all’1,4 per cento del pil.

SIPRI

Lista di paesi per spesa militare basata sulla banca dati dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) che calcola le spese militari di ogni paese
https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_spesa_militare

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