sabato 17 novembre 2018

Trump ‘abbatte’ l’F-35 con un tweet ma l’Italia compra

Trump frena su F-35, ‘programma troppo caro e costi fuori controllo’. Miliardi di dollari possono e saranno risparmiati su acquisti militari e di altro genere dopo il 20 gennaio promette il presidente eletto. Ma gli alleati che già sono stati spinti a comprare? E quanti saranno gli F-35 italiani? I 90 iniziali o con i tagli promessi due anni fa dalla ministra Pinotti? Il programma militare più costoso nella storia caratterizzato da anni di ritardi e spese sempre più elevate.

Donald Trump deve ancora insediarsi alla Casa Bianca ma è già ai ferri corti con i colossi dell’industria aeronautica e della Difesa, avverte ‘Analisi Difesa’, testata giornalistica italiana. Sempre Trump il soggetto, prima ha annunciato con un tweet la volontà di cancellare l’ordine a Boeing per due nuovi B-747-8 “Air Force One” destinati a entrare in servizio nel 2024.
«L’aereo è completamente fuori controllo, i costi sono ridicoli», aveva scritto il presidente eletto.
Ieri un altro cinquettio per ‘abbattere’ l’F-35, il velivolo da combattimento di Lockheed Martin che rappresenta il programma militare più costoso nella storia e caratterizzato da anni di ritardi e spese sempre più elevate.

Italian F-35A Lightning II pilot makes aviation history, completes first trans-Atlantic Ocean crossing

Twitt di Trump: «Il programma e il costo dell’F-35 sono fuori controllo». Aggiungendo che «Miliardi di dollari possono e saranno risparmiati sulle spese militari e altri acquisti dopo il 20 gennaio».
Una dichiarazione che ha fatto crollare in Borsa il titolo di Lockheed Martin: solo pochi minuti dopo il tweet di Trump il colosso aeronautico aveva già bruciato a Wall Street ben 4 miliardi di dollari, scivolando di oltre il 4%.

Disperazione alle Lockheed Martin. «Siamo lieti dell’opportunità di rispondere a qualsiasi domanda del Presidente eletto sul programma F-35. Lockheed Martin e i suoi partner industriali danno fondamentale importanza alla sostenibilità del programma», ha risposto Lockheed Martin con un comunicato balbettante.
«Abbiamo investito centinaia di milioni di dollari per ridurre il costo del velivolo di oltre il 70%».

E per fortuna che costerà il 70% in meno dei ‘Fantamiliardi’ di Paperon de Paperoni.
La proiezione del costo dell’aereo al 2019-2020 sarebbe di 85 milioni di dollari, così ci dicono. E a quel prezzo l’F-35 sarebbe il meno costoso di qualsiasi aereo di quarta generazione al mondo, ma sarà invece di ‘quinta generazione’, quasi fantascienza di guerra, che è un enorme vantaggio tecnologico per tutti coloro che utilizzeranno l’aereo. Dicunt.

Negli ultimi tempi sono aumentate le tensioni tra Lockheed Martin e Pentagono circa i costi dei velivoli ma solo il tempo dirà se Trump ha in previsione di ridurre il numero di F-35 destinati alle forze armate statunitensi, oltre 2.400 nelle tre versioni.
Iniziativa che avrebbe ripercussioni anche sul costo dei velivoli acquisiti da Nazioni alleate, inclusa l’Italia che si è impegnata ad acquisire 90 velivoli, 60 in versione A, decollo da terra, e 30 in versione B, decollo costo per navi, questi ultimi per la Marina.

f-35-aeronautica-fb

“E’ presto per dire se ci saranno ripercussioni, sia sul numero di velivoli da acquistare, sia sulle sorti dello stabilimento di Cameri, bisogna capire cosa intende fare in concreto il presidente eletto”, ha detto ieri all’Ansa una fonte italiana che conosce bene il dossier.
Per gli F35 italiani, la spesa prevista è ancora di 10 miliardi. Quindi, nessun dimezzamento della spesa globale ma solo qualche briciola di risparmio nel 2015, come invece la Camera dei Deputati aveva chiesto nel settembre del 2014. Dalla riconfermata ministra Pinotti, gradita qualche spiegazione.

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