venerdì 20 aprile 2018

Medio Oriente come?
Forme di Stato folli
e confini coloniali

La soluzione al conflitto siriano-iracheno chiede -chiederebbe- una scelta politica e istituzionale coraggiosa, capace di mettere in discussione tanto i vecchi confini quanto le forme di stato esistenti.   Forse non sarà ancora la ‘Terza guerra mondiale’ temuta da Papa Francesco, ma via via che si arruolano altri Stati in coalizione, vi assomiglia sempre di […]

La soluzione al conflitto siriano-iracheno chiede -chiederebbe- una scelta politica e istituzionale coraggiosa, capace di mettere in discussione tanto i vecchi confini quanto le forme di stato esistenti.

 

Forse non sarà ancora la ‘Terza guerra mondiale’ temuta da Papa Francesco, ma via via che si arruolano altri Stati in coalizione, vi assomiglia sempre di più. Sicuramente quella contro Isis e Califfato è la guerra più internazionale da quella mondiale vera. Certamente sarà la ‘Guerra assoluta’ per il Medio Oriente il cui futuro, che si andrà a disegnare, non è oggi neppure immaginabile. Per carenza di progetto soprattutto. L’intervento anti Isis schiera in Medio Oriente forze politico-militari in netto contrasto tra loro sugli interessi nell’area e questo produrrà trasformazioni incontrollabili rispetto al presente consolidato. Ciò sperando che lo Stato Islamico esca sconfitto dalla guerra. Se gli americani vinceranno la campagna iracheno-siriana -va chiarito subito- questo non garantirà comunque né pace né stabilità nella regione. Servirebbe altro, che non si vede all’orizzonte. Esiste una strategia condivisa nella Coalizione armata per far fronte al fenomeno esploso con Isis ma già presente con Al Qaeda? Se c’è un progetto, dev’essere segretissimo, ‘Cosmic’. Gestione del conflitto “step by step”. Un passo dopo l’altro, tattica e non strategia. Un’osservazione acuta di LookOut parla dell’ennesima guerra avviata senza avere un’idea per il dopo. Premessa certa per perdere la pace che bene o male arriverà. Pace discutibile, quindi, e quando? Gli Stati Uniti, parola di Barack Obama, hanno ‘sottovalutato’ situazione e forze in campo. Dimentichiamoci quindi di finire tutto nel 2015.

 

religio corano sito

 

Polemiche antiche sul vizio americano di imporre all’estero un suo modello di governo che spesso risulta sbagliato per luogo e cultura. Sicuramente i concetti di democrazia e pluralità di poteri sono abbastanza estranei alle più diffuse culture del Medio Oriente. Facciamo un esempio attraverso una domanda apparentemente facile facile: quale forma di Stato potrà davvero attecchire in quest’area dopo che avremo cacciato i cattivi Tagliatori di teste? Quale forma di Stato si adatterà meglio alle popolazioni che abitano quelle terre oggi contese? Ma non soltanto. Smettiamola di pensare sempre e comunque all’occidentale anche rispetto alla storia. Il Medio Oriente che conosciamo, e dentro cui stiamo ricacciandoci in guerra, è un’eredità coloniale da cancellare. Le frontiere disegnate da Francia e Regno Unito a inizio ‘900 non rispettano da sempre le divisioni religiose, tribali, etniche della regione mediorientale. Confini imposti dai colonizzatori che hanno retto fino a che in quegli Stati sono rimaste al potere le autocrazie. O re, o dittatori o Califfi, oppure si ridisegna tutto da capo oggi. Perché i territori di quel popolo, o di quella larghissima tribù, e di quella setta, non coincidono con le vecchie spartizioni occidentali e non comandano più re o dittatori che obbediscono ai vecchi padroni coloniali. Saltate per sempre le garanzie di pace e di stabilità di un tempo perché regole e frontiere espresse dall’occidente non possono resistere dove l’occidente non c’è più o c’è poco.

 

Medio Oriente sito

 

‘Cuius regio, eius religio’ ricorda con acutezza l’anonimo commentatore di LookOut. ‘Di chi [è] la regione, di lui [si segua] la religione”, cioè i sudditi seguano la religione del proprio governante. Espressione latina di grande uso all’epoca della riforma protestante e nei secoli successivi. Oggi ad esempio, soprattutto in quelle terre. Altra domanda d’aiuto per noi stessi: chi ha oggi un’idea chiara su chi dovrà governare quella terra tra Iraq e Siria? Forse il solo soggetto politico che ha idee chiare è il Califfo Abu Bakr Al Baghdadi. Più facile il quesito attorno alla Siria: ha idee più chiare Obama o Assad? Domanda retorica, risposta scontata che certo non ci consola. Per fortuna la campagna per l’instaurazione del Califfato pone problemi anche all’Islam e ai suoi rappresentanti politici. Come conciliare il potere temporale con il potere spirituale. C’è chi cita la “Guerra dei Trent’anni” che nel XVII secolo oppose in Europa cattolici e protestanti. Premessa alla nascita degli Stati moderni. In Medio Oriente siamo a quel momento della storia? L’Islam sunnita accusa di apostasia l’Islam sciita, avversario politico militare. Giustificazione teologica alla lotta per il potere da parte dei sunniti, cui appartiene quasi il 70% della popolazione musulmana mondiale. Mentre gli sciiti sono al comando in quel che resta di Siria, in Iraq, Iran e in quella parte del Libano dove domina il partito Hezbollah. Costretti nel presente assoluto, noi e loro. Senza progetti di futuro altro che la guerra.

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